Gli Eagles a una sconfitta dal baratro

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Per il secondo anno consecutivo quello che nel 2010 venne dipinto come il dream team della Nfl, sta fallendo clamorosamente l’obiettivo.
I Philadelphia Eagles, che tanto bene avevano fatto due anni fa e sembravano lanciati verso traguardi ambiziosi, potrebbero fallire la qualificazione ai play-off per la seconda stagione consecutiva, sancendo il definitivo collasso del progetto che vede Andy Reid in panchina e Michael Vick in campo come quarterback.
Proprio Vick, ma non solo Vick, sembra essere la chiave di volta delle sventure della squadra della Pennsylvanya che tanto aveva impressionato nella fantastica stagione 2010 ma che ora sta nuovamente deludendo: quattro sconfitte di fila (record 3-5) che rischiano di far saltare il banco. Il Qb ex Atlanta non ha mai più raggiunto quelle vette di rendimento: quest’anno viaggia a 10 Td e 9 intercetti, ma sono soprattutto il rating (77,7), la percentuale di completi (sotto il 60%), i sack subiti (già 27) ed i fumble (10, già eguagliato il numero raggiunto nel 2011) a dipingere il quadro di una situazione molto complicata.
Detto delle difficoltà di Vick, è chiaro ed evidente che gli Eagles di problemi ne hanno un sacco: talmente tanti che non si sa da dove cominciare. In realtà si è cominciato cacciando il Dc Juan Castillo, sostituito da Todd Bowles, ma questa soluzione pare l’ultima mossa disperata messa in atto da Andy Reid per cercare di conservare il posto, cui potrebbe seguire, se non cambia qualcosa, pure il panchinamento di Vick, anche se appare ipotesi remota.
Ma ormai il destino di Reid, e probabilmente anche quello di Vick, paiono segnati. Il pensiero dominante è che questa squadra in realtà non fosse così forte come la si era considerata (basti pensare ai fallimenti spettacolari come quello di Nnamdi Asomugha, o più contenuti come quelli di Desean Jackson, apparso solo a tratti il giocatore che era due anni fa) e che a questo punto, dopo un’altra stagione da buttare, sia meglio ripartire da capo. Liberandosi dei contratti più onerosi, cambiando il coaching staff, ripensando gran parte delle scelte fatte negli ultimi tre anni. Forse in realtà è presto per farlo, ma gli Eagles sono pericolosamente vicini a dover far ripartire una dolorosa ricostruzione. Bastano un’altra sconfitta, forse due…